Nel corso degli ultimi anni, il Sistema Sanitario della Regione Emilia-Romagna ha affrontato profonde trasformazioni. Il trend demografico, la nuova caratterizzazione epidemiologica ed il tumultuoso sviluppo tecnologico hanno determinato una domanda di servizi che sempre più spesso necessita di una “presa in carico globale” del paziente.
A queste esigenze, la programmazione regionale ed aziendale ha risposto potenziando e valorizzando le reti cliniche territoriali organizzate nei Nuclei di Cure Primarie. Questo modello organizzativo ha confermato ampia potenzialità di risposta integrata, sotto il profilo delle risorse, degli strumenti e delle competenze e delle relazioni professionali, alla emergente complessità dei bisogni.
Una approfondita conoscenza delle caratteristiche cliniche e demografiche della popolazione di riferimento e dei comportamenti dei professionisti costituiscono una base di partenza fondamentale per poter programmare ed organizzare l’attività assistenziale.
Strumenti orientati a questo scopo permettono infatti di raggiungere molteplici finalità: analisi del bisogno, ottimizzazione dell’organizzazione dei servizi in base alle esigenze territoriali, miglioramento dell’accesso e della qualità delle prestazioni erogate ai cittadini, realizzazione di forme di assistenza specifica per le patologie croniche prevalenti ed infine miglioramento dell’efficacia comunicativa fra Azienda USL e professionisti dei NCP.
Scopo del workshop tenutosi a Salsomaggiore il 14 novembre 2007 è stato quello di presentare i primi risultati di una ricerca condotta dall’Azienda USL di Parma in collaborazione con l’Agenzia Sanitaria Regionale e la Thomas Jefferson University di Philadelphia (USA) per la costruzione di strumenti di lettura del bisogno di salute e di analisi dei profili di malattia delle popolazioni in carico ai Medici di Medicina Generale. Questi strumenti sono infatti essenziali per il consolidamento e la piena realizzazione dei Nuclei delle Cure Primarie.