Progetto regionale "Rischio cardiovascolare"

Utilizzo della Carta del Rischio Cardiovascolare

È in atto un progetto regionale per l’applicazione delle carte del rischio a tutti i soggetti tra i 39 anni e i 65 anni che afferiscono per qualunque motivo  nell’ambulatorio del MMG in 5 Aziende della Regione: Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma, Forlì. I medici reclutati debbono necessariamente avere la disponibilità di programma informatico e collegamento internet. L’applicazione delle carte del rischio iniziata il 1 gennaio 2007 termina il 30 giugno 2007 ed a fine anno si conosceranno i risultati.  

Per identificare gli individui ad elevato rischio di malattia cardiovascolare è stata stimata la funzione e costruito il punteggio di rischio cardiovascolare globale del Progetto CUORE, che utilizza diverse coorti arruolate a Nord, Centro e Sud Italia tra gli anni ’80 e ’90, i cui fattori di rischio erano stati raccolti in modo standardizzato. È stato realizzato un follow-up mediano di 9,5 anni per gli uomini e 8,0 anni per le donne. I fattori di rischio utilizzati per la funzione sono stati: età, pressione arteriosa sistolica, colesterolemia totale, HDL-C, abitudine al fumo di sigaretta, presenza di diabete, trattamento con terapia antipertensiva.

Come end-point è stato considerato il primo evento maggiore coronarico o cerebrovascolare; la sopravvivenza è stata valutata a 10 anni sia per gli uomini che per le donne.

Collegandosi al sito: http://www.cuore.iss.it/  è possibile scaricare il software per il calcolo del rischio e leggere tutte le informazioni più approfondite sul Rischio Cardiovascolare Globale (RCVG).

Ridurre i livelli di pressione arteriosa (PA) o di colesterolo, prescrivere un antiaggregante piastrinico o una dieta ha il solo scopo di ridurre la possibilità di futura comparsa di un evento cardiovascolare: ogni volta che proponiamo ai nostri pazienti misure preventive dovremmo quindi sapere qual è il loro rischio attuale e quale potrebbe essere la sua riduzione. In pratica dovremo calcolare il RCVG, verificare quanto sia dovuto a fattori di rischio modificabili (rischio evitabile) e valutare quanto gli interventi da noi proposti possano ridurre la probabilità di eventi futuri più gravi (infarto miocardio, morte cardiaca) o meno gravi (angina pectoris).

Nel concetto di riduzione del rischio ogni valutazione va riferita alle sole persone prive di manifestazioni cliniche di malattia CV, dal momento che i pazienti con manifestazione clinica sono “per definizione” ad alto rischio. 
 
Proprietà dell'articolo
modificato: mercoledì 20 giugno 2007