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Prevenzione dei tumori al colon retto, al via il terzo round di chiamate

L’AUSL ha già spedito le lettere di invito ai cittadini di: Borgotaro, Fornovo, Compiano, Albareto, Tornolo, Bardi, Bore e Valmozzola

Le due Aziende sanitarie della provincia – AUSL e Azienda Ospedaliero-Universitaria - continuano la campagna di prevenzione dei tumori al colon retto, che interessa i cittadini di età compresa tra i 50 e i 69 anni.

E’ già iniziato il terzo round di chiamate – che si concluderà nel 2011 - nel Distretto Valli Taro e Ceno. I primi comuni coinvolti  sono  Borgotaro, Fornovo, Compiano, Albareto, Tornolo, Bardi, Bore e Valmozzola.

Sono oltre 5500, i cittadini che, in questi giorni, stanno ricevendo, tramite lettera, l’invito, con tutte le indicazioni, per sottoporsi all’esame per la ricerca di sangue occulto nelle feci. E per agevolare ancora di più l’accesso e l’adesione al programma di screening, da quest’anno, nella lettera non è indicato un giorno e un orario precisi per andare a ritirare - e per consegnare successivamente – il materiale utile per l’esame, ma l’intero periodo di apertura del centro di riferimento. 

Anche l’esito degli esami  viene comunicato con lettera personale, entro 15 giorni dalla consegna delle feci. Nel caso in cui si rendesse necessario effettuare ulteriori accertamenti diagnostici, nella lettera è indicato il recapito telefonico del Centro screening al quale rivolgersi per effettuare la prenotazione dell’esame colonscopico

“Quello della ricerca del sangue occulto nelle feci – spiega Corrado Zurlini, responsabile organizzativo dello screening per la prevenzione dei tumori al colon retto dell’AUSL di Parma – è un esame semplice, gratuito e molto importante. Solo in caso di positività di questo esame le persone interessate sono richiamate per sottoporsi ad un ulteriore accertamento, la colonscopia, un’indagine accurata, con possibilità di sedazione, che spesso consente di asportare in un’unica seduta, gli eventuali polipi presenti.

E’ bene ricordare – precisa Zurlini – che la presenza di sangue nelle feci può verificarsi in modo intermittente, quindi, non è utile ripetere l’esame, ma bensì sottoporsi subito a colonscopia.

L’esito positivo dell’esame sulle feci  non significa presenza di tumore.

Nei Comuni del Distretto delle Valli Taro e Ceno – continua il responsabile – si sta realizzando il terzo round di chiamate. Il primo round, che si è svolto negli anni 2005/2007 ha visto l’adesione del 53.89% degli invitati (in tutto sono state spedite 12213 lettere di invito), mentre, nel secondo ciclo di chiamate, dal 2007 al 2009, l’adesione è aumentata, passando al 54,94%. La media dei soggetti con risultato positivo di sangue nelle feci, sul totale dei test eseguiti, è di circa il 5%, in linea con i dati nazionali.

Aderire allo screening e, in caso di positività, sottoporsi all’esame di approfondimento diagnostico, attraverso la colonscopia – conclude Zurlini - significa completare il percorso della prevenzione del tumore al colon retto”.

Lo screening per la prevenzione dei tumori al colon retto è  realizzato anche grazie alla collaborazione delle Amministrazioni Comunali e delle  Associazioni di volontariato locali.

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modificato: lunedì 29 giugno 2009