Case delle Salute: 200 operatori in formazione per migliorare servizi e accoglienza

L’iniziativa coinvolge cinque Case della Salute provinciali (Colorno, Busseto, S.Secondo, Langhirano e Medesano) ed è realizzata con il supporto incondizionato di Janssen Italia

Migliorare la qualità dei servizi e l’accoglienza nelle Case della Salute. Con questi obiettivi sono 200 gli operatori Ausl e cinque le Case della Salute provinciali che partecipano a un progetto formativo avviato nel 2012.

Il progetto nasce da un‘intesa tra l’Azienda Usl di Parma e Janssen Italia, che collabora in forma gratuita e incondizionata all’iniziativa, per attività formative dedicate agli operatori delle Case della Salute di Busseto, Colorno, Langhirano, Medesano e San Secondo. Tra gli obiettivi prioritari del progetto, denominato “Strumenti operativi per promuovere il miglioramento organizzativo nelle Case della Salute” vi è il potenziamento delle competenze dei professionisti per migliorare la gestione dei pazienti all’interno delle strutture.

La fase formativa appena conclusa  si è basata su un’indagine on line tra i 200 operatori delle Case della Salute sui fabbisogni organizzativi necessari per la migliore presa in carico dei pazienti. L’indagine è stata realizzata da Janssen Italia, che ha messo a disposizione le proprie competenze e risorse, in una serie di incontri in ogni struttura per condividere i risultati della rilevazione con gli stessi partecipanti. Grazie all’indagine è stato possibile individuare i temi di maggior necessità e interesse, oltre ai bisogni formativi specifici indicati dagli stessi operatori. Tra temi e bisogni, in particolare, sono emersi l’accoglienza dei cittadini, i modelli di presa in carico, l’integrazione tra professionisti, l’educazione sanitaria e l’informazione all’utenza.

Questo nuovo progetto formativo, realizzato dall’Azienda Usl in collaborazione con Janssen Italia, si aggiunge ai percorsi di formazione aziendale attivi da tempo, anche in modalità e-learning, per i professionisti delle Case della Salute, delle quali 11 sono già operative in provincia di Parma su una rete di 26 strutture da completare entro il 2014.

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modificato:mercoledì 3 luglio 2013

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