"Non ci sto più dentro": un microfono contro il pregiudizio

Presentata la nuova trasmissione radiofonica realizzata da Fondazione Tommasini in collaborazione con il Dipartimento di salute mentale, la cooperativa Sirio e il sostegno di Fondazione Cariparma

06/10/2014 - "Non ci sto più dentro": sarà questo il titolo di una nuova trasmissione radiofonica realizzata da chi ha il coraggio di confessare che qualche volta "non c'è stato più dentro" ma ha saputo guardare negli occhi i propri fantasmi, per andare avanti.

E' la nuova sfida culturale lanciata dalla Fondazione Mario Tommasini che, con la cooperativa sociale Sirio e il sostegno del Dipartimento di Salute Mentale dell'Azienda Usl, vuole combattere il pregiudizio, ancora troppo diffuso, che aleggia intorno alla salute mentale così come fece colui che aprì i manicomi, occupò gli ospizi, spalancò gli orfanotrofi: l'uomo che il Corriere della Sera definì "il più buono d'Italia", Mario Tommasini. Fuori dalle gabbie, lontano dalle etichette.

Un talk radiofonico dove i protagonisti saranno persone che si sono trovate in difficoltà ma che ora vogliono mettersi alla prova, parlare e intervistare, proporre musica e discutere. Come farebbe un qualsiasi conduttore radiofonico seppur alle prime armi.

Al loro fianco educatori della cooperativa Sirio, volontari della Fondazione Tommasini, operatori e dirigenti del DSM dell'Azienda Ausl ed esperti della comunicazione.

Il progetto

"Non ci sto più dentro" ha già mosso i primi passi. I redattori hanno ideato il logo del progetto, definito la linea del programma, realizzato la sigla di apertura delle puntate scrivendo musica e parole fino alla laboriosa esecuzione realizzata nella sede di via Po 72, allestita di tutto punto per le registrazioni.

Ai microfoni e al mixer si alterneranno Adriana e Luciano, Juan Carlos e Maddalena, Pierre Fabrice e Maristella, Giuseppe Y. e Cristina, Giuseppe T. e Nelly, Sebastiano e Stefania, Stefano, Davide e Valentina. E i tanti che si aggiungeranno. Saranno le loro voci ad accompagnare gli ascoltatori durante le trasmissioni che affronteranno argomenti legati alle ansie quotidiane e alle paure più diffuse, ai sogni e alle aspettative con un pizzico di ironia e leggerezza. E ovviamente con tanto spazio alla musica.

Il programma, della durata di 40 minuti, avrà cadenza quindicinale con una programmazione compresa tra ottobre e giugno e sarà diffuso dalle frequenze di Radio Parma che ha sposato la valenza sociale del progetto.

Gli obiettivi

Depressione, disturbi d'ansia e dell'alimentazione, dipendenze: l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che nel 2015 le malattie psichiche potranno colpire una persona su quattro. Sono realtà con le quali occorre misurarsi anche nella nostra dimensione locale. E la Parma che fu laboratorio della Legge Basaglia continua ad essere luogo di sperimentazione per rispondere con modalità aperte, libere, anche gioiose, a un bisogno sociale che non può essere soddisfatto se tenuto nascosto o addirittura rimosso dalla coscienza collettiva.

Il progetto vuol fornire il proprio contributo per contrastare forme di sofferenza legate all'esclusione sociale, all'isolamento e alla depressione. Dietro al microfono solo dei redattori che produrranno contenuti per il pubblico in ascolto in un percorso che, negli intenti dei promotori, consentirà loro di acquisire nuove competenze tecniche e professionali, ma soprattutto una miglior consapevolezza di sè in un recupero della propria autostima.

I sostenitori

L'idea, lanciata dalla Fondazione Tommasini e dalla cooperativa sociale Sirio, ha incontrato subito l'adesione del Dipartimento di Salute Mentale dell'Ausl di Parma che ha messo a disposizione la sede di via Po 72 nonché la strumentazione necessaria per allestire una sala di registrazione. Fondazione Cariparma ha garantito un sostegno economico all'iniziativa.

Tanti coloro che stanno lavorando per accendere la radio e le menti a cominciare da Maristella Galli della Fondazione Tommasini che ha lanciato l'idea supportata dal prezioso contributo di Cristina Brighenti e Nelly Campari, a Giuseppe La Pietra e Maddalena Magnanini della coop Sirio che l'hanno raccolta, da Raffaella Dall'Aglio e Diego Gibertini dell'Ausl che stanno seguendo la partecipazione dei redattori, alla giornalista Valentina Zinelli che ne sta coordinando l'attività. Insieme per fare centro, come recita la sigla della trasmissione.

Inoltre...

La trasmissione “Non ci sto più dentro”, viene presentata all’interno della rassegna “La salute della Salute mentale. Accogliere le sfide, costruire le soluzioni” che l’Azienda Usl dedica alla psichiatria con iniziative che si svilupperanno tra settembre e dicembre 2014.

La Fondazione Mario Tommasini viene costituita il 14 dicembre 2007. I principali scopi della Fondazione sono la raccolta, documentazione e archiviazione del vastissimo materiale riguardante l'attività ed il pensiero di Tommasini. Hanno aderito alla Fondazione le principali istituzioni di Parma e provincia, oltre a diversi comuni del territorio parmense.

 Info:  329.6872697

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modificato:giovedì 16 ottobre 2014

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