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Come fare per...

Domande frequenti

  1. COS’È UN TERMOVALORIZZATORE?
  2. COSA VUOL DIRE INCENERITORE DI ULTIMA GENERAZIONE?
  3. COS’È UN PROGETTO DI SORVEGLIANZA?
  4. CHI FINANZIA TUTTO QUESTO PROGETTO?
  5. FRA QUANTO SI SAPRÀ QUALCOSA DI CONCRETO PER LA POPOLAZIONE?
  6. FINO A QUANDO ANDRÀ AVANTI IL PROGETTO DI SORVEGLIANZA?
  7. COSA FARETE NEL CASO IN CUI TROVASTE QUALCOSA DI NOCIVO PER LA SALUTE?
  8. COME POSSIAMO FIDARCI DEI RISULTATI?
  9. CI SONO ALTRI PROGETTI IN CORSO IN ITALIA RIGUARDANTI GLI INCENERITORI? CON QUALI RISULTATI?
  10. POSSO CONTINUARE A MANGIARE LA VERDURA DEL MIO ORTO ANCHE SE ABITO VICINO ALL’INCENERITORE? SE NO ALLORA FORSE È MEGLIO SE MI TRASFERISCO?

1. Per termovalorizzatore si intende un impianto di incenerimento di rifiuti in grado di sfruttare la combustione dei rifiuti stessi per generare calore, riscaldare acqua ed infine produrre energia elettrica.

Il calore sviluppato durante la combustione dei rifiuti viene recuperato e utilizzato per produrre vapore, poi utilizzato per la produzione di energia elettrica o come vettore di calore (ad esempio per il teleriscaldamento domestico). Il rendimento di tali impianti è però molto minore di quello di una normale centrale elettrica, poiché i rifiuti non sono un buon combustibile per via del loro basso potere calorifico, e le temperature raggiunte in camera di combustione sono inferiori rispetto alle centrali tradizionali. Talvolta per aumentare l'efficienza della combustione insieme ai rifiuti viene bruciato anche del gas metano. I termovalorizzatori, come quello di Parma, si distinguono quindi dai vecchi inceneritori che si limitavano alla sola termodistruzione dei rifiuti senza produrre energia. In questo modo invece il rifiuto può essere considerato una fonte di energia (waste to energy). Gli impianti moderni sono progettati per garantire parametri di efficienza elevatissimi, i più avanzati sfruttano fino al 90% del potenziale energetico dei rifiuti.


2. Gli impianti di incenerimento più moderni hanno affrontato anche il problema del trattamento dei fumi. Abbattere le emissioni nocive alla salute è infatti cruciale per garantire la sicurezza ambientale. L’impianto di ultima generazione è quello che utilizza le tecnologie migliori disponibili (BAT– Best Available Technologies) come ad esempio filtri che trattengono particolati, diossina e metalli escrubber (torri di lavaggio) per il trattamento dei gas acidi, come l’acido cloridrico (HCl) o l’anidride solforosa (SO2),  prodotti durante il processo di termovalorizzazione. I nuovi sistemi di stoccaggio delle ceneri ne impediscono la dispersione e ne permettono, previa opportuno trattamento, il successivo reimpiego (sottofondi stradali, conglomerati bituminosi e materiale ceramico) oppure la destinazione in discarica occupando volumi decisamente inferiori rispetto ai rifiuti di partenza. Questi processi tuttavia non sono ancora ben consolidati e possono rappresentare un punto critico nella gestione di questi impianti. La normativa in vigore è rigorosa: i requisiti e limiti posti agli impianti di waste to energy sono i più stringenti tra tutti i settori industriali.


3. La sorveglianza epidemiologica è un’attività di Sanità Pubblica che si avvale delle reti di monitoraggio, dei flussi informativi sanitari e dei registri di  patologia, con l’obiettivo di controllare l’andamento di alcuni indicatori legati alla salute umana.In particolare in campo ambientale, lo scopo è quello di sorvegliare eventuali variazioni nel tempo di determinati eventi sanitari rispetto a standard di riferimento o a valori attesi; oltre aformulare ragionevoli  ipotesi di impatto da confermare con successivi studi finalizzati a migliorare la comprensione degli effetti dell’esposizione a fattori di rischio.


4. Nell’ambito dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA) per l’impianto di termovalorizzazione, è prescritto che IREN ambiente S.p.A., si faccia carico, in merito alla salute pubblica, del monitoraggio degli effetti diretti e indiretti sanitari all’impianto di incenerimento.

I costi per lo svolgimento delle attività previste, indicate nella convenzione siglata tra gli enti, sono  principalmente a carico del gestore dell'impianto (IREN Ambiente) e, in parte, dell’amministrazione Provinciale e dei Comuni di Parma, Colorno, Mezzani, Sorbolo e Torrile (vedi “Convenzione” alla pagina “Atti delibere e determine”).


5. Per ottenere risultati interpretabili, anche nel caso di una sorveglianza a breve termine, occorre la disponibilità di una quantità sufficiente di dati; possiamo aspettarci di trarre qualche risultato concreto nell’arco di un quinquennio. Già nei primi report sono riportate alcune considerazioni di interesse riguardanti le condizioni precedenti l’avvio dell’impianto e le prime fasi successive allo stesso, riguardanti la filiera agrozootecnica. La finalità della reportistica è anche di rendicontazione  trasparente del lavoro svolto e in corso di svolgimento.


6. Alla prima convenzione triennale 2012-2014 ne è seguita una seconda che copre il triennio 2015-2017. È probabile che si mantenga l’esigenza di monitorare alcun indicatori per un periodo più prolungato. Tenuto conto che il percorso della sorveglianza si adatta nel tempo in base alla presenza/assenza delle evidenze riscontrate nelle singole linee progettuali.


7. Obiettivo di un progetto di sorveglianza è proprio quello di fornire risultati che permettano agli organi politico-decisionali di prendere provvedimenti basandosi su evidenze scientifiche. Se i dati dovessero  supportare l’ipotesi di problematiche di interesse sanitario, che saranno divulgate con gli opportuni strumenti comunicativi, è compito della Sanità Pubblica intervenire di concerto con le autorità competenti per gestire la criticità nel miglior modo possibile.


8. L’intero progetto si basa sulla collaborazione di professionisti scelti tra le maggiori istituzioni pubbliche (Università, Azienda USL, Regione Emilia Romagna, ARPAE, Istituto Zooprofilattico Sperimentale) al fine di creare una fitta rete di competenze multidisciplinari integrate fra loro a sostegno dell’azione di coordinamento del Dipartimento di Sanità Pubblica.

Per ciascuna linea di sorveglianza, il lavoro si sviluppa in gruppi e tavoli tecnici con l’obiettivo della massima condivisione dell’indagine e della trasparenza delle decisioni assunte. È stato inoltre istituito un Comitato Scientifico come organo di competenza esterno rappresentato da tre figure super-partes, di rinomanza internazionale per l’esperienza in materia, per garantire un’osservazione esterna dei metodi e dei risultati dell’indagine  al fine di fornire spunti critici e suggerimenti migliorativi.


9. Il principale progetto di sorveglianza simile al nostro è il programma SPoTT (Sorveglianza sulla salute della Popolazione nei pressi del Termovalorizzatore di Torino), che nasce con l’obiettivo di creare un sistema di sorveglianza che consenta di valutare gli eventuali effetti avversi sulla salute dell’inquinamento ambientale nelle aree circostanti il termovalorizzatore di Torino.

Si tratta di un inceneritore di ultima generazione come quello di Parma ma con una portata di molto superiore, il progetto di sorveglianza consta di alcune delle linee progettuali presenti anche nel progetto PAIP (biomonitoraggio e studio sugli indicatori epidemiologici di popolazione) per un costo decisamente superiore rispetto al progetto di sorveglianza di Parma. I primi risultati non evidenziano alcun peggioramento degli esiti ricercati fra la popolazione potenzialmente esposta agli inquinanti dell’inceneritore.


10. La linea di sorveglianza su matrici agrozootecniche evidenzia, al momento, che le derrate esaminate presentano valori di inquinanti confrontabili con i valori riportati da altre esperienze internazionali e decisamente inferiori al limite di attenzione stabilito dalla Comunità Europea (quando disponibile).

Il primo  confronto fra area a maggior impatto e area di controllo non ha mostrato sostanziali differenze né prima né dopo la messa in esercizio dell’impianto. Riteniamo comunque opportuno proseguire le osservazioni per confermare queste affermazioni.

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modificato:giovedì 26 gennaio 2017

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