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Come fare per...

Assistenti famigliari (badanti): “Comunicate il vostro arrivo in Italia”

L'appello dell'Ausl a chi rientra da Paesi extra Schengen, Bulgaria e Romania. On line info e modulistica

18/08/2020 - Tutte le assistenti famigliari (badanti) che rientrano al lavoro a Parma e provincia, se provengono dai Paesi extra Schengen oltre che da Bulgaria e Romania, sono invitate a comunicare al Dipartimento di sanità pubblica dell’Azienda Usl di Parma il proprio rientro in Italia.

E’ questo l’invito dell’Azienda sanitaria alle centinaia di assistenti famigliari che in questi giorni stanno rientrando al lavoro nelle abitazioni di Parma e provincia, dopo un periodo di ferie nel proprio Paese d’origine. Come previsto dai provvedimenti del ministero della Salute e della Regione, tutte queste lavoratrici che dal 13 agosto rientrano in Italia dai Paesi extra Schengen, oltre che da Bulgaria e Romania, hanno l’obbligo di comunicare l’arrivo sul territorio nazionale, stare in autoisolamento fiduciario per 14 giorni, e fare il test del tampone.

Per comunicare l’ingresso in Italia, è possibile fare una registrazione nella piattaforma della Regione Emilia-Romagna all’indirizzo http://salute.regione.emilia-romagna.it/rientro-estero specificando i motivi del rientro e il Paese dal quale si rientra. 

E’ anche necessario che venga sottoscritto un “patto di corresponsabilità” tra l’assistente famigliare (badante) e il suo datore di lavoro, da presentare all’Azienda Usl al momento del primo tampone. Il documento riporta gli impegni sottoscritti dalle due parti sul rispetto delle indicazioni sanitarie durante l’isolamento obbligatorio di 14 giorni della badante, rientrata dai Paesi indicati, nell’abitazione della persona assistita. Scarica il modulo, da stampare, compilare e firmare. Il documento è uno dei punti del percorso di presa in carico delle assistenti famigliari che tornano in Italia dai Paesi indicati.  

IL PERCORSO

Dopo aver ricevuto la comunicazione dell’ingresso in Italia, il personale del Dipartimento di sanità pubblica contatta telefonicamente l’assistente famigliare rientrata e pianifica l’esecuzione del primo  e del secondo  tampone (quest’ultimo al settimo-decimo  giorno o comunque entro la fine del periodo di isolamento); nel corso del contatto telefonico viene effettuata una intervista mirata a valutare l’idoneità dell’alloggio dell’assistente famigliare ai fini di un adeguato isolamento, sarà inoltre effettuato un monitoraggio sanitario dell’assistente familiare che sarà altresì informato dell’esito dei tamponi eseguiti. Al momento della esecuzione del primo tampone il Patto di corresponsabilità tra assistente familiare e datore di lavoro dovrà essere reso disponibile al personale del Dipartimento di sanità pubblica che ne prenderà visione.

L’ALLOGGIO

Nel caso di condivisione dell’alloggio con la persona assistita, al fine di poter  eseguire un corretto isolamento, l’interessato necessita di una stanza ad uso esclusivo con servizio igienico dedicato (quest’ultimo ove possibile). Se il domicilio della persona accudita rispecchia tali caratteristiche, l’assistente famigliare può rimanere in abitazione rispettando tutte le regole legate al protocollo di sicurezza che prevede distanziamento, mascherina, guanti,misurazione della temperatura, igiene della persona, sanificazione degli ambienti domestici ecc.. A queste misure saranno sottoposti tutti i componenti della famiglia presso cui alloggia. Se il domicilio della persona accudita non rispecchiasse  tali caratteristiche le  condizioni dell’alloggio potrebbero essere valutate non idonee dal personale del Dipartimento di Sanità Pubblica e in mancanza di soluzioni alternative, l’assistente famigliare sarebbe  ospitata in strutture alberghiere convenzionate con l’Ausl, con costi a carico delle competenti Istituzioni.

L’ESITO DEL TAMPONE

In caso di esito negativo del primo tampone, continua comunque l’autoisolamento fino all’esecuzione del secondo tampone.

In caso di esito negativo del secondo tampone, l’isolamento continua fino al quattordicesimo giorno e comunque fino alla comunicazione del Dipartimento di Sanità Pubblica di fine sorveglianza, prima di poter rientrare al lavoro. In caso di esito positivo di uno o entrambi i tamponi continua l’autoisolamento  (che non può essere fatto a casa della persona assistita ma in un’altra abitazione) per un periodo di ulteriori 14 giorni dall’ultimo tampone positivo eseguito, fino ad avvenuta negativizzazione testata con due tamponi negativi a distanza di almeno 24 ore.

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modificato:mercoledì 2 settembre 2020

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