Guarda tutti i video



  • Segui il canale Youtube

Come fare per...

Coronavirus: come ritornare al lavoro in sicurezza

Domande e risposte a cura del Dipartimento di sanità pubblica per i lavoratori e datori di lavoro. In continuo aggiornamento in base alle nuove normative

Cosa deve fare chi rientra al lavoro se è stato positivo al coronavirus, se in quarantena o un caso sospetto di coronavirus? Quali certificazioni servono? Quali sono le principali indicazioni per la tutela della salute e sicurezza negli ambienti di lavoro?  Il Dipartimento di Sanità Pubblica risponde ai principali quesiti, sulle base delle indicazioni fino ad oggi emanate , utili ai lavoratori e ai datori di lavoro per un rientro in servizio in sicurezza.

SONO POSITIVO AL NUOVO CORONAVIRUS E IN ISOLAMENTO DOMICILIARE: QUANDO POSSO RIENTRARE AL LAVORO?

I lavoratori positivi al tampone per Coronavirus (sia ricoverati in Ospedale e dimessi a casa in isolamento domiciliare obbligatorio o sia quelli trattati al domicilio in isolamento obbligatorio) possono rientrare a lavoro in seguito il rilascio, da parte del Dipartimento di Sanità Pubblica, del certificato di guarigione che pone termine all’isolamento secondo i criteri di seguito riportati:

  • in soggetti asintomatici, dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positività, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare con risultato negativo ;
  • in soggetti sintomatici, dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare con risultato negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi (non considerando le variazioni di gusto ed olfatto che possono avere persistenza prolungata nel tempo)
  • le persone che, pur non presentando più sintomi, continuano a risultare positive al test molecolare per SARS-CoV-2, in caso di assenza di sintomatologia (fatta eccezione per ageusia/disgeusia e anosmia che possono perdurare per diverso tempo dopo la guarigione) da almeno una settimana, potranno interrompere l’isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi. Questo criterio potrà essere modulato dalle Autorità Sanitarie d’intesa con esperti clinici e microbiologi/virologi, tenendo conto dello stato immunitario delle persone interessate (nei pazienti immunodepressi il periodo di contagiosità può essere prolungato)

 

Il certificato di guarigione è trasmesso tramite posta ordinaria e anticipato tramite e-mail dal Dipartimento di Sanità Pubblica al lavoratore.  Il certificato è normalmente disponibile entro 3 giorni dalla data di comunicazione di fine isolamento degli operatori sanitari. Alla mail richiestaesiticovid@ausl.pr.it è possibile richiedere copia del certificato. La richiesta deve essere corredata di foto o copia scansionata di un documento di identità in corso di validità della persona per cui si chiede l'esito del tampone. Per evitare rallentamenti nella procedura si richiede di inviare una sola mail di richiesta. Tutte le e-mail vengono prese in carico, con tempi di risposta di 3/4 giorni lavorativi. 

Ai fini del reintegro,il medico competente, previa presentazione della certificazione di cui sopra da parte del lavoratore, effettua la visita medica precedente alla ripresa del lavoro per verificare l’idoneità alla mansione” (art. 41, comma 2, lett. e-ter) del D.Lgs. 81/08), nonchè per valutare profili specifici di “rischiosità” e comunque indipendentemente dalla durata dell’assenza per malattia (come previsto dal Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 del 24/04/20- allegato 12 del DPCM 03/11/20).

 Si precisa che l'assenza dal lavoro viene giustificata dal medico di medicina generale tramite il certificato INPS (la parte di certificato di malattia per il datore di lavoro non contiene la diagnosi ma 
solamente la prognosi, cioè l'indicazione del numero di giorni di malattia).

 

 

SONO ASINTOMATICO IN QUARANTENA PERCHÉ CONTATTO STRETTO DI UN CASO ACCERTATO DI COVID: COSA DEVO FARE PER RITORNARE AL LAVORO?

Il periodo di quarantena di 14 giorni (o di 10 giorni con un tampone molecolare o antigenico con esito negativo eseguito al 10° giorno) in assenza di sintomi è definito concluso dagli operatori del Dipartimento di Sanità Pubblica, sulla base della sorveglianza effettuata sul lavoratore.

Il Dipartimento trasmette al lavoratore una specifica comunicazione, la cui presentazione non è rilevante ai fini della riammissione in servizio. L’assenza dal lavoro viene giustificata dal Medico curante tramite certificazione di malattia INPS – codice V29 “quarantena”.

Relativamente al personale scolastico (docente e non docente dei nido, scuole dell’infanzia, scuole primarie e scuole secondarie), si richiamano tuttavia le indicazioni specifiche della Regione Emilia-Romagna ai Dipartimenti di Sanità Pubblica, che prevedono la riammissione al lavoro subordinata alla certificazione (“fine quarantena”) del Dipartimento stesso.

 

HO UNA MALATTIA CON SINTOMI RICONDUCIBILI AL CORONAVIRUS MA NON MI E' STATO PRESCRITTO IL TAMPONE: QUANDO POSSO RIENTRARE AL LAVORO?

Premesso che attualmente tutti i cittadini che presentano sintomi correlabili con l’infezione da COVID-19 sono sottoposti ad accertamenti specifici, in assenza di diagnosi specifica, i cittadini non sono seguiti dal Dipartimento di Sanità Pubblica ma dal Medico di Medicina Generale che rilascia il certificato di malattia INPS.

È sempre il medico curante a stabilire i tempi della guarigione. Al termine della malattia il lavoratore potrà tornare in servizio senza bisogno di presentare al datore di lavoro alcun certificato specifico.

 

SONO ASSENTE PER MALATTIA CON SINTOMI NON CORRELATI AL CORONAVIRUS: DEVO RICHIEDERE UNA PARTICOLARE CERTIFICAZIONE PER TORNARE AL LAVORO?

L’emergenza COVID-19 non ha modificato la normale modalità di emissione, trasmissione dei certificati di malattia e di riammissione al lavoro. È sempre il Medico di Medicina Generale che stabilisce i giorni di assenza in base alla malattia riscontrata e trasmette un certificato per via telematica all’INPS.

Il lavoratore quindi non deve esibire una certificazione medica che attesti che la causa dell’assenza non è da imputarsi al COVID-19.


 

SONO POSITIVO AL CORONAVIRUS. IL MIO DATORE DI LAVORO NE VERRÀ INFORMATO?

Il Dipartimento di Sanità Pubblica, tramite il medico competente, informa il Datore di Lavoro nel caso in cui da un’indagine epidemiologica su un caso di COVID-19, accertato con tampone, risulti necessario rintracciare i contatti stretti all’interno dell’azienda.


Al contrario, se dall’indagine non dovesse risultare alcun contatto all’interno dell’azienda (es.: il lavoratore diventa sintomatico durante un’assenza per ferie di diversi giorni), il Dipartimento di Sanità Pubblica non effettuerà alcuna comunicazione.

 

CHI POSSO CONTATTARE IN CASO DI DUBBI?

Puoi contattare il tuo Medico di famiglia. Oppure puoi contattare il numero 0521.393232 dell'Ausl di Parma, attivo da lunedì a venerdì 8.30-13/14-18 e sabato 8.30-13.

 

DOVE POSSO TROVARE LE PRINCIPALI INDICAZIONI PER IL CONTRASTO E IL CONTENIMENTO DELLA DIFFUSIONE DEL VIRUS COVID 19 NEGLI AMBIENTI DI LAVORO?

Nell'Allegato 12 del DPCM del 03/11/2020. Il documento contiene linee guida per agevolare le imprese nell’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio e fornisce indicazioni operative finalizzate a incrementare, negli ambienti di lavoro non sanitari, l’efficacia delle misure di precauzione adottate per contrastare l’epidemia da Coronavirus.

Informazioni tratte dal Documento del Dipartimento di Sanità Pubblica con i principali quesiti sui rientri al lavoro

Proprietà dell'articolo
modificato:martedì 2 marzo 2021

In caricamento...