Gravidanza a rischio, la domada di interdizione dal lavoro

Se vi sono “gravi complicanze della gestazione o preesistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza”, la donna deve presentare domanda di interdizione dal lavoro ai servizi dell’Ausl presenti in ogni Distretto (e non più alla Direzione Territoriale del Lavoro con sede a Parma).

COME FARE

Se la lavoratrice è seguita dai consultori dell’Ausl

Il ginecologo che, dopo la visita, riscontra le condizioni per l’interdizione dal lavoro compila l’apposito certificato e lo consegna alla donna insieme al modulo per la domanda di interdizione. Una volta compilato, il modulo viene ritirato dal ginecologo o dall’ostetrica e alla donna viene rilasciata una ricevuta in duplice copia. Il modulo della domanda di interdizione dal lavoro viene trasmessa direttamente dai Consultori ai servizi di igiene e sanità pubblica del proprio distretto.

Se la lavoratrice è libero professionista o associata, al modulo della domanda del congedo di maternità occorre allegare la dichiarazione sostitutiva di atto notorio con la quale la donna attesta di non svolgere attività lavorativa durante il periodo del congedo di maternità.

Nel caso la domanda non venga presentata personalmente dalla donna, occorre allegare anche il modulo di delega debitamente compilato.

Una copia della ricevuta dovrà essere consegnata al datore di lavoro a cura della donna. Il decreto di interdizione sarà spedito dall’Ausl alla residenza della gestante, all’INPS e al datore di lavoro.

Se la lavoratrice è seguita da ginecologo libero professionista o di struttura privata accreditata

Il ginecologo che riscontra le condizioni per l’interdizione compila l’apposito certificato medico, che deve essere convalidato da un ginecologo di struttura pubblica. La lavoratrice deve rivolgersi al servizio igiene e sanità pubblica del proprio distretto per presentare la domanda di interdizione.

Alla domanda deve essere allegato: l’originale del certificato medico del ginecologo privato; se la lavoratrice è libero professionista o associata, la dichiarazione sostitutiva di atto notorio con la quale attesta di non svolgere attività lavorativa durante il periodo del congedo di maternità; nel caso la domanda non venga presentata personalmente, il modulo di delega compilato.

Il servizio igiene e sanità pubblica che riceve la domanda rilascia alla donna la ricevuta in duplice copia, specificando che la documentazione presentata dovrà essere integrata, perché il certificato medico del ginecologo privato va convalidato da uno specialista pubblico. Copia della ricevuta va consegnata al datore di lavoro a cura della donna.

La lavoratrice verrà contattata telefonicamente dal personale dei consultori dell’AUSL di Parma per fissare un appuntamento per la visita/verifica ai fini della convalida del certificato.

In caso di convalida del certificato la lavoratrice riceverà tramite posta il decreto d’interdizione, così come l’INPS e il datore di lavoro.

Se la lavoratrice è seguita da ginecologo degli ospedali di Fidenza e Borgotaro, dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma o di altra Azienda Sanitaria pubblica

Il ginecologo che riscontra le condizioni per l’interdizione compila l’apposito certificato medico. La lavoratrice deve rivolgersi al servizio igiene e sanità pubblica del proprio distretto per presentare la domanda di interdizione.

Alla domanda deve essere allegato: l’originale del certificato medico del ginecologo pubblico; se la lavoratrice è libero professionista o associata, dichiarazione sostitutiva di atto notorio con la quale attesta di non svolgere attività lavorativa durante il periodo del congedo di maternità; nel caso la domanda non venga presentata personalmente, il modulo di delega compilato.

Il servizio igiene e sanità pubblica che riceve la domanda rilascia alla donna la ricevuta in duplice copia. Una ricevuta dovrà essere consegnata al datore di lavoro a cura della donna. Il decreto di interdizione sarà spedito dall’AUSL alla residenza della gestante, all’INPS e al datore di lavoro.

Dove rivolgersi

AUSL PARMA

Distretto di Parma
  • Consultorio familiare Casa della Salute - Largo Natale Palli, 1 - Tel. 0521.396607
  • Consultorio familiare Lubiana - via L. Da Vinci, 32/b - Tel. 0521.396028
  • Servizio di Igiene Pubblica - via Vasari 13/A - Tel. 0521.396411


Distretto di Fidenza

  • Consultorio familiare c/o Ospedale di Vaio - Via Don Tincati, 5 - Fidenza - Tel. 0524.515446
  • Servizio di Igiene Pubblica - via Don Tincati, 5 - Fidenza - Tel. 0524.515729


Distretto Sud-Est

  • Consultorio familiare - Via Roma, 42/1 - Langhirano - Tel. 0521.865125
  • Servizio di Igiene Pubblica - Via Roma, 42/1 - Langhirano - Tel. 0521.865301


Distretto Valli Taro e Ceno

  • Consultorio familiare c/o Ospedale Santa Maria - Via Benefattori, 12 - Borgotaro - Tel. 0525.970318
  • Consultorio familiare - Via Solferino, 37 - Fornovo - Tel. 0525.300401
  • Ambulatorio di Igiene Pubblica - Via Benefattori, 12 - Borgotaro - Tel. 0525.970332


Unità Operativa di Ostetricia-Ginecologia

Ospedale di Vaio Via Don Tincati, 1 - Fidenza - Tel. 0524.515244


Unità Operativa di Ostetricia-Ginecologia Ospedale Santa Maria

Via Benefattori, 12 - Borgotaro - Tel. 0525.970237


AZIENDA
OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA DI PARMA
Clinica Ostetrica Ginecologica
Ambulatorio Ostetrico
Via Gramsci, 12 - Tel. 0521.702518


DIREZIONE TERRITORIALE DEL LAVORO

P.le Matteotti, 9 - Parma - Tel. 0521.205020

Proprietà dell'articolo
modificato:lunedì 21 gennaio 2019

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