Vaccinazione contro la meningite

La malattia invasiva causata da Neisseria meningitidis (meningococco) si manifesta come infiammazione delle meningi, membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale, o come sepsi (infezione del sangue).

I tipi di meningococco che danno più frequentemente malattia nell’uomo sono: B e C, più frequenti in Italia, A, W135, Y.

Il meningococco può essere presente nel naso e nella gola di molte persone in buona salute, i “portatori sani” (il 10% della popolazione, il 25% dei giovani); tali soggetti possono trasmettere il germe ad altri.

Il meningococco si trasmette da persona a persona attraverso le goccioline emesse con tosse, starnuti, baci, ecc. Il meningococco non vive più di pochi minuti al di fuori dell’organismo, per questo la malattia non si diffonde così facilmente come il comune raffreddore o come l’influenza e non è necessario effettuare disinfezioni straordinarie nei luoghi di vita e di lavoro.

Solo una piccolissima percentuale delle persone che ospitano il meningococco sviluppa la meningite o la sepsi.

La meningite da meningococco esordisce in genere bruscamente con febbre, cefalea (mal di testa) intensa, nausea, spesso vomito, rigidità nucale (difficoltà e dolore alla flessione della testa sul tronco), fastidio intenso alla luce (fotofobia). Nei casi fulminanti possono manifestarsi petecchie, shock, coma.

Fattori di rischio per la malattia sono l’età (la maggiore incidenza di malattia si ha nei bambini di età inferiore a 5 anni; e nei ragazzi tra 15 e 25 anni), la stagionalità (la malattia è più comune tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera), essere familiari dei casi (il rischio di malattia è più alto nei contatti stretti familiari che nella popolazione generale), alcuni stili di vita (il fumo attivo e passivo, l’uso di alcol, la tossicodipendenza) e alcune patologie o condizioni (alcune immunodeficienze congenite o acquisite), l’asplenia, il diabete mellito, l’insufficienza renale…

Esiste un rischio minimo ma reale, che le persone che vivono nella stessa casa della persona ammalata possano sviluppare la malattia meningococcica. Questo avviene perché il portatore sano che ha contagiato il paziente può diffondere il germe ad altri.

Per questo motivo gli operatori dei Servizio Igiene e Sanità Pubblica e della Pediatria di Comunità, allertati tempestivamente dai medici che assistono il malato, cercano di raggiungere tutti i contatti a rischio per fornire informazioni e offrire una breve terapia antibiotica, con lo scopo di eliminare il meningococco dal naso e dalla gola del portatore. Dal momento tuttavia che si possono verificare casi di malattia anche nelle persone che hanno preso l’antibiotico, è importante che ognuno sia a conoscenza dei sintomi della malattia e che sia avvisato anche il medico curante.

A volte i Servizi identificano altri contatti a minore rischio a cui fornire informazioni e terapia antibiotica, ad esempio: partner, bambini e operatori dell’asilo nido o della scuola materna, compagni di classe di elementari e medie, operatori sanitari che sono stati direttamente esposti alle secrezioni respiratorie del paziente, compagni di collegi… È importante che la decisione sulle misure di prevenzione da attuare sia presa dai competenti Servizi, poiché l’uso diffuso di antibiotici può essere dannoso.

Esiste un vaccino contro il meningococco C, offerto in Emilia-Romagna gratuitamente a tutti i nuovi nati a un anno di età e agli adolescenti, che induce una protezione specifica superiore al 90% entro due settimane e che presenta efficacia sia contro la malattia che nei confronti dello stato di portatore sano, con una conseguente riduzione della trasmissione del germe. 

Esiste anche un vaccino contro il meningococco A,C,W,Y che può essere utilizzato a partire dai 12 mesi di età e che agisce anche sullo stato di portatore e un nuovissimo vaccino contro il meningococco B utilizzabile dai 2 mesi di età.

Il vaccino può essere offerto dai Servizi Igiene e Sanità Pubblica e Pediatria di Comunità ai contatti a rischio sottoposti a profilassi antibiotica se il caso di malattia è stato causato da meningococco C o, più raramente, da altri gruppi.

Gli adulti e gli anziani devono eseguire la vaccinazione contro il meningococco C solo in presenza di fattori di rischio, quali ad esempio determinate patologie croniche che comportano deficit immunitario (mancanza o malfunzionamento della milza, gravi emoglobinopatie, uso di anticorpi monoclonali ecc.) o il fatto di recarsi in maniera continuativa in Toscana per motivi di lavoro o studio. Viceversa, per gli anziani sono raccomandate la vaccinazione anti-influenzale e anti-pneumococco, malattie che possono colpirli molto più della meningite da meningococco.

Per informazioni e per effettuare la vaccinazione: Servizi Igiene e Sanità Pubblica e Pediatria di Comunità

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modificato:martedì 10 gennaio 2017

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